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23. *(Forte risata|)*

# *(Forte risata|)*

Siamo così insensibili, così distanti dalla natura. C'è tanta bellezza attorno a noi, ma siamo incapaci di goderla e ci lamentiamo che non c'è niente da godere.

La capacità di divertirsi sta dentro di noi. Non rimproverare niente di quello che sta fuori. Da bambino godevi di tutto quello che avevi attorno. Cos'è accaduto dopo? Sei diventato serio e ti sei dimenticato di come ci si diverte. Sei diventato triste a causa della tua cosiddetta conoscenza.

Come ho detto prima, la gente spesso mi chiede*:* "Swamiji, com'è che con tutta la conoscenza che hai, sembri un bambino? Ogni volta che racconti una barzelletta, ridi così spontaneamente e noi ti guardiamo meravigliati! Quando racconti una barzelletta a volte l'abbiamo già sentita e perciò non ridiamo, mentre tu ti diverti così tanto, come se qualcuno te la stesse raccontando per la prima volta!"

Vedete, questo è esattamente quello che intendo quando dico che avete perso la spontaneità e la capacità di divertirvi. Con la vostra conoscenza, assumete l'atteggiamento di chi sa tutto.

Ora che vi ho detto ciò, lasciate che vi racconti una storia che racconto molto spesso nei miei discorsi e che mi fa ridere ancora adesso!

Nei villaggi del Tamil Nadu, durante i festival annuali che si svolgono al tempio, si costruisce all'aperto un palcoscenico provvisorio, sul quale famose compagnie teatrali mettono in scena rappresentazioni, per lo più scene di grandi poemi epici Hindu, come il Mahabharatha e il Ramayana.

Io ero solito andare a guardare questi drammi.

Una volta si stava svolgendo la scena del Mahabharatha, in cui Draupadi è rapita da Duryodhana e alla fine salvata dal Dio Krishna. La parte di Draupadi era impersonata da un attore che vestiva il sari.

Come da copione, doveva indossare sette sari, uno sopra l'altro e Duryodhana doveva tirargliene via uno alla volta, contandoli. Quando sarebbe arrivato al settimo sari, Draupadi doveva gridare aiuto a Krishna, che sarebbe apparso. Accadde che l'attore Draupadi, per qualche motivo, dimenticò di indossare un sari e quindi ne aveva addosso solo sei. In scena, Duryodhana cominciò a togliere i sari e, dopo il sesto, Draupadi si accorse dell'errore! Cominciò a gridare a Duryodhana: "Hey lascialo, lascialo!" Ma Duryodhana pensava che in realtà stesse recitando e continuò a tirare via!

Alla fine, Draupadi rimase in scena in pantaloncini e maglietta, truccato da donna!

Ma ebbe la prontezza di gridare: *"*Oh Krishna, come sei grazioso! Hai cambiato il mio sesso, per salvarmi dal disonore!"

(Swamiji sussulta dalle risate mentre racconta questa storia!)

Ancora adesso, quando racconto questa scena, non riesco a trattenere le risate!

Quindi cercate di capire: la conoscenza va bene, ma non usatela per diventare rigidi. La natura interiore è come quella di un fiume. La spontaneità è la nostra vera natura. Vi siete allontanati dalla spontaneità a causa della cosiddetta intelligenza. Se vivete con innocenza si aprirà di fronte a voi tutto un mondo nuovo.

Semplicemente affrontate ogni momento con apertura. Non abbiate preconcetti. Se vivete così, niente sarà scontato. Vi accorgerete che persino la moglie con la quale vivete ogni giorno, è nuova e attraente.

Quando questo diventa il modo di vivere, l'altro sentirà apertura e anche lui si aprirà nel modo più bello. Allora si crea un ciclo positivo, in cui in ogni momento ci si rinnova. Allora dovunque ci sarà solo freschezza, niente sarà più stagnante!

Quando vivi con ego, hai bisogno di cose superflue, di supporti, di avere sempre qualcuno attorno. Questo sostegno è quello che dà identità. Senza questo sostegno non sei nessuno. D'altra parte, un Paramahansa è una persona che non ha bisogno di nulla, che dorme quando stende le gambe e mangia quando tende le mani! Semplicemente segue il flusso dell'Esistenza. E' uno spirito realizzato, un re di per sè. Non ha bisogno di un regno!

Quando diventi un Paramahansa, automaticamente ti si formerà attorno un grande regno, ma non ne sarai toccato né tentato. Solo i deboli creano un regno per se stessi e da esso traggono sostegno e forza. Solo i deboli hanno bisogno di un rango che li sostenga, dell'ego che li appoggi. Nel caso di un Paramahansa, la sua "condizione" farà tutto per lui. E non sarà condizionato dalla situazione che lo circonda.

Vai in cerca di addobbi perché altrimenti la vita ti sembra troppo vuota e comune. E ti sembra comune perché sei sempre in cerca di miracoli. Il più grande miracolo dell' Esistenza si dispiega ogni momento davanti ai tuoi occhi. Ma sei così preoccupato con l' ego che non te ne accorgi!

Il tuo corpo è un miracolo. E' più grande di qualsiasi super computer che possa mai essere inventato. I milioni di cellule, le migliaia di attività sincrone che hanno luogo nel corpo, costituiscono il più grande miracolo sul pianeta Terra. Se sai come lasciar cadere la mente e vivere in armonia con l'Esistenza, capirai che quello che stai cercando sotto il nome di miracolo, non è niente altro che il naturale flusso di eventi sincroni che si manifestano nell'Esistenza. Il tuo ego fa sembrare questi eventi qualcosa di comune, tutto qui. La conoscenza seziona e analizza sempre, riducendo tutto a logica materiale.

Sì…

Swamiji, com'è che pur sapendo tutto questo continuiamo a comportarci così…?

Sì…è una bella domanda! Perché scegliamo la sofferenza, dato che abbiamo la possibilità di vivere felicemente?

Vedete, non conoscete il vostro Sè, l'Essere che in realtà è la vostra vera identità. Con il passare del tempo, cominciate a relazionarvi al mondo esterno e vi create una pseudoidentità. Con questa pseudo-identità vi relazionate al mondo esterno. Questa pseudoidentità è l'ego. E' creato unicamente dalle etichette che gli altri vi incollano. Voi non sapete chi siete veramente.

Supponete che vi chieda chi siete. Che cosa rispondete? Direste: 'Sono il padre del Tizio e del Tale' o 'Sono la sorella del Tizio e del Tale' o 'Sono un medico', ecc.

Ma cos'è tutto questo? Sono solo rapporti di parentela o professioni. Sei la figlia di tuo padre, la moglie di tuo marito, la madre dei tuoi figli e così via. Sei tutto questo per le persone che ti stanno vicino. Ma cosa sei tu per te stesso?

Generalmente esisti solo in base ai rapporti di parentela e alla professione che eserciti. Il tuo ego si basa su questo. La tua identità esiste solo in base a ciò. Questo è il motivo per cui c'è sempre pericolo di perdere l'identità. E' qualcosa di fragile, creata dall'uomo e pertanto si può rompere in ogni momento. Questo è il motivo per cui ti devi tanto dare da fare per mantenerla.

La tua natura vera è 'essere solo'. Quando eri nel grembo materno eri solo. In realtà da solo basti a te stesso. Questa è la tua individualità. Ma col passare del tempo questa individualità è sostituita da quello che chiamiamo personalità. L'individualità è naturale, la personalità è sociale.

Succede così: un pacco si sposta da un posto all'altro e ogni volta si imprimono timbri con vari dettagli. Il pacco in realtà non è questi timbri, ma è il contenuto, non è vero? Allo stesso modo, tu non sei i timbri che la gente ti mette, ma sei il contenuto che è dentro di te.

Comunque, col passare del tempo, da questi timbri si forma l'ego e hai bisogno di un numero di persone sempre maggiore per nutrirlo. Questo è il motivo per cui noti che sei incapace di stare solo. Quando sei solo, non senti le voci degli altri che nutrono il tuo ego. E l'ego si sente denutrito. Allora cosa fai? Almeno accendi la televisione e la guardi!