22. Capitolo 8 - Lasciar andare l'Ego
# **Capitolo 8 - Lasciar andare l'Ego**
Il chakra Ajna è situato in mezzo alle sopracciglia.
In sanskrito, Ajna significa "volontà" o "ordine". Il Chakra Ajna è noto come Chakra Maestro.
Questo chakra è bloccato dalla serietà e dall'ego e si può far rifiorire grazie all'innocenza, alla spontaneità, all'intelligenza e abbandonando tutte le forme di ego.
(Tecnica di Meditazione: Meditazione Divya Netra - tecnica di meditazione Zoroastra).
Il chakra Ajna è noto come Chakra Raj, Signore di tutti i Chakra.
Questo Chakra è così importante che non c'è religione che non si sia impegnata ad attivarlo. Quando l'Ajna si apre, tutto l'Essere entra in una sfera diversa. Si apre un intero universo di potenzialità. Questo è il motivo per cui tutte le divinità orientali sono raffigurate con un terzo occhio in mezzo alla fronte. Il terzo occhio è il simbolo dell'Ajna risvegliato.
Secondo un vecchio detto, se una persona muore a Varanasi, città sacra dell'India, sarà automaticamente liberata. Varanasi non è solamente la città che conosciamo. E' anche il punto in cui il vaarana, le sopracciglia, incontrano il naasi, il naso, punto che corrisponde esattamente al Chakra Ajna. Simbolicamente rappresenta la morte dell'ego nello stato liberato o illuminato.
Il Chakra Ajna ha a che fare con l'ego, con la serietà, con il pensare troppo a se stessi e quindi con il prendere la vita troppo sul serio.
Cos'è la serietà?
La serietà non è altro che il dare eccessiva importanza a qualcosa, a tutti i costi. Deriva dall'incapacità di vedere che la vita è solo una commedia che si manifesta in ogni momento. La serietà è il risultato dell'avere aspettative eccessive nei confronti della vita.
Una storiella.
Due bambini stavano costruendo castelli di sabbia sulla spiaggia.
Improvvisamente cominciarono a litigare e uno di due arrabbiandosi prese a calci il castello di sabbia.
L'altro bambino andò dal re e si lamentò di questo grave problema.
Il re cominciò a deriderlo per aver fatto diventare un castello di sabbia un problema così grosso.
Ma il consigliere del re che era un monaco Zen cominciò a deridere il re.
Gli chiese: "Dato che combatti battaglie e perdi il sonno su castelli di pietra, perché deridi questi bambini che combattono per castelli di sabbia?"
Tutta la nostra serietà ha a che fare con castelli di sabbia! Cerca di capire. Per un bambino di quell'età i castelli di sabbia sono importanti, mentre per noi, alla nostra età, sono importanti quelli di pietra. Tutto qui. Che si tratti di un castello di sabbia o di pietra, la serietà alla base è la stessa; solo l'oggetto a cui si riferisce è diverso. Quindi non deridere i bambini che litigano per castelli di sabbia.
La serietà chiude la mente all'apertura e alla libertà nella vita. Rende ottusi e privi di vita. Frena il processo del pensiero e ci tiene costantemente attaccati ai modelli familiari conosciuti.
In un monastero Zen, si teneva una gara tra i discepoli per chi coltivasse il miglior giardino.
Un discepolo era un tipo estremamente serio e prese la gara molto seriamente.
Teneva il suo giardino sempre perfettamente pulito, in ordine e ben spazzato. L'erba era tutta della stessa altezza e i cespugli erano potati regolarmente.
Era sicuro che avrebbe avuto il primo premio.
Nel giorno della gara, il Maestro fece il giro di tutti i giardini. Al ritorno preparò la classifica.
Il giardino di quel discepolo ottenne l'ultimo posto.
Tutti rimasero attoniti.
Il discepolo si recò dal Maestro e gli chiese spiegazioni.
Gli chiese: "Maestro, cosa c'è che non va nel mio giardino? Perché mi hai messo all'ultimo posto?"
Il Maestro lo guardò e domandò: "Dove sono tutte le foglie morte?"
Un giardino tenuto così non è vivo! E' morto.
La serietà uccide la spontaneità. Distrugge la creatività.
La scienza ha dimostrato che quando si svolge un compito in modo rilassato e leggero, la qualità del pensiero e la capacità di prendere decisioni migliorano automaticamente. Lo stesso compito, svolto in modo serio, appesantisce la mente.
Vi dico che tutta la serietà è soltanto una malattia. E quando dico tutta, intendo TUTTA. E ogni nostro male ha origine dalla serietà. La serietà genera malattia e la malattia genera serietà.
Una notte un uomo mi telefonò e cominciò a piangere.
Diceva: "Mi prostro ai tuoi piedi, Swamiji ! Ti prego, aiutami. Sono così depresso! Sono sul punto di farla finita!" E così via.
Ho cercato di calmarlo e alla fine gli ho detto: "Perché non vieni all'Ashram domani mattina e stai qualche giorno con me? Vediamo cosa si può fare."
Egli rispose: "Domani Swamiji? Oh… domani devo andare in ufficio… posso venire nel weekend?"
La maggior parte della gente è così, eccessivamente tesa a per i cosiddetti problemi. Una minima scossa è sufficiente a lasciar andare la serietà. Nel momento in cui ci risvegliamo alla realtà, vediamo come veramente siano insignificanti i nostri problemi.
Quando facciamo qualcosa con troppa serietà, quando siamo troppo preoccupati del risultato, in realtà non permettiamo a noi stessi di agire nel migliore dei modi.
Naturalmente c'è bisogno di fare programmi. E' necessario programmare. Ma cercate di farlo con autenticità, non con serietà. L'autenticità non è la stessa cosa della serietà. L'autenticità enfatizza il compito da svolgere con entusiasmo e freschezza giovanile. Cercate di dare il meglio di voi stessi, senza preoccuparvi eccessivamente del risultato.
Quando siamo seri non godiamo, non ridiamo.
Come possiamo ridere quando siamo seri? Le due cose si escludono. O siamo seri o ridiamo. Non possiamo fare tutte e due le cose allo stesso tempo, perché la definizione stessa della serietà lo esclude.
Ma quando siamo autentici, possiamo ridere ed essere scherzosi. Possiamo continuare a lavorare in modo giocoso e creativo. Il lavoro è svolto con gioia e, quando il compito è svolto, siamo stati sinceri.
Se siamo autentici non c'è preoccupazione, c'è solo entusiasmo.
Quando sei serio sei egoista, perché non riesci a vedere che il tutto è solo rappresentazione cosmica. Percepisci te stesso come entità totalmente separata, senti troppo l' "io" e diventi serio. Se comprendi che il tutto è solo una commedia, non potrai mai essere serio. Quando questa comprensione raggiunge un livello profondo, fai semplicemente le cose con pura gioia di agire secondo la rappresentazione cosmica, l'Esistenza. E quando agisci così, non sei serio, reciti solo la tua parte in modo autentico, tutto qui.
Vedete, ci sono due cose: il progetto cronologico e quello psicologico.
Il programma cronologico è un programma riferito al tempo.
Si decide di alzarsi a una certa ora, di finire gli impegni del mattino a una certa ora, di raggiungere l'ufficio a un'ora stabilita e di svolgere i compiti prefissati per quella giornata. Va bene. E' un modo particolare di organizzare il lavoro, per ottenere i migliori risultati. Questo modo di programmare, se autentico, ci porterà ad una beatitudine ancora maggiore!
Il programma psicologico, invece, è un progetto a livello mentale, senza alcun riferimento allo spazio e al tempo. E' puramente un programmare serio e continuo che ha luogo nella testa, al di là del programma cronologico. Ci fa continuamente credere di essere seri e ligi al dovere. In realtà non è niente altro che una complessa negatività applicata al programma cronologico che è già avvenuto. Continui ad analizzare il tuo piano, fino ad arrivare ad uno stato di stasi, perché tutta l'energia è rivolta ad analizzare ripetutamente lo stesso piano.
Il programma psicologico alimenta l'ego. Ci fa sentire grandi e meritevoli. Ci fa rimanere seri. Ci fa sentire che all' altezza di cose di grande portata e che è tutto nelle nostre mani, se ci preoccupiamo e ci sforziamo di farle accadere. Continuiamo a sentire il bisogno di fare ogni minima cosa che deve essere fatta e pensiamo che la felicità dipenda dall'attuazione di quella azione. Questo è il piano psicologico.
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Io vi dico: in realtà questo è un modo di posporre la felicità, posporre la vita, aspettare che accada qualcosa di particolare per cominciare a godere la vita.
Pensiamo sempre: "Se mi sposassi, la mia vita sarebbe sistemata. E quindi, devo cercare di sposarmi."
" Se avessi due figli, la mia vita sarebbe completa." "Quando sarò in pensione, starò in pace!"
La convinzione è: "Ora devo essere serio; poi sarò felice!" Alla fine, non saremo felici nè ora, nè dopo. Perderemo la capacità di essere felici in qualsiasi momento.
Vivi con autenticità, con spontaneità, con innocenza. Non fissarti sul perfezionismo. Vi dico: il perfezionismo vi fa diventare nevrotici. Qualsiasi cosa facciate, fatela completamente, con totalità. Allora, automaticamente, qualsiasi cosa sarà totale e non dovrete preoccuparvi del perfezionismo.
Il perfezionismo è sempre qualcosa che viene dalla mente. Diventa uno scopo. Ci sforziamo come se dovessimo ottenere un risultato. E così qualsiasi cosa perde vitalità e diventa routine. Ma quando siamo totali, siamo radicati nel cuore e tutto diventa esperienza profonda. Allora il risultato sarà bello e vi darà gioia. E qualsiasi cosa faremo sarà in sintonia con l'Esistenza.
Il perfezionismo non dà mai gioia, nutre solo l'ego. Anche se alla fine ti senti soddisfatto, si tratta solo di nutrimento per l'ego, non per l'Essere. Sia chiaro: i perfezionisti sono i più grandi egoisti. Perdono la dimensione della totalità. E sappi una cosa: la totalità è possibile quando entri in qualcosa profondamente. Il perfezionismo non è mai attuabile, perché sta nella mente e la mente continua a cambiare la sua definizione di perfezione.
E un'altra cosa: abbi il coraggio di fare errori. Le persone serie hanno sempre paura di fare errori. Si prendono troppo sul serio. Pensano troppo a se stesse. Fare errori e il fatto che qualcuno li noti, per loro è troppo. In realtà, vi dico, chi ha paura di fare errori piccoli, alla fine ne combina di grossi!
Che c'è di male nel fare qualche errore? Direte: "Swamiji, non posso permettermi di fare sbagli al lavoro. E' questo il motivo per cui sono così serio."
Sarà anche vero. Può darsi che il lavoro non consenta di sbagliare. Ma non è questo quello che voglio dimostrare. Quando fate un errore, sarà notato e questo non lo sopportate. L'ego rimarrà ferito e voi siete molto sensibili a questo, lo sapete bene. Quindi, per evitare che l'ego sia ferito, fate il possibile per non commettere errori.
Fate progetti in modo inconsapevole e incessante per proteggere l'ego. Ma le giustificazioni che date sono tutte diverse. Non è che mentite. No! E' solo che non siete consapevoli del modo sottile in cui il sistema funziona, in cui l'ego funziona. Ma se analizzate e osservate in profondità, capirete quello che sto dicendo.
Non c'è niente di male nel fare errori. Infatti facendo errori, arrivate a vedere chiaramente come evitarli, perché l'avete capito grazie all'esperienza. Più imparate grazie agli errori, più imparate a non farne.
Sapere come non fare errori è molto importante. Solo allora avrete visto entrambe le facce. Solo allora avrete esplorato le due parti con l'esperienza diretta. Altrimenti, c'è sempre il pericolo di imbattersi nell'area sconosciuta in un momento vitale, quando proprio non possiamo permettercelo.
Una cosa soltanto: non rifate lo stesso errore! La mente ripete schemi conosciuti. Non fate lo stesso con gli errori. Fatene di nuovi! E siate aperti a comprendere sempre meglio!
Non dico di fare intenzionalmente errori. Sarebbe stupido anche questo. Dico solo di agire usando al massimo l'intelligenza e l'entusiasmo, ma senza preoccuparsi di sbagliare. Nel momento in cui vi preoccupate di fare un errore, siete preoccupati che il vostro ego sia ferito.
Quando non siete così preoccupati che l'ego sia ferito, avete il coraggio di fare qualsiasi salto. In realtà, l'unica vostra preoccupazione riguarda il fatto che l'ego possa essere ferito. Quando vi liberate di questa preoccupazione, siete in grado di agire con maggiore libertà e coraggio. Avete più voglia di esplorare.
Una storiella:
In una clubhouse, un tale aveva finito il giro di carte e se ne stava andando. Arrivato al guardaroba, stava indossando il cappotto, quando una voce dolce da dietro sussurrò: "Signore, ma lei è il signor Philippe?" L'uomo si girò e rispose: "No!" La voce replicò: "Grazie al Cielo. Io sono Philippe e questo cappotto è mio."
(Risata!)
Abbiamo così tanta paura di fare errori, di ferire noi stessi e il nostro ego. Quindi ci diamo da fare con impegno e serietà, pensando di essere modesti o cose del genere. Queste non sono altro che forme passive di ego. Siete così terrorizzati che l'ego sia ferito, che vi comportate in modi come questo. Lasciate andare tutte le difese dell'ego e agite liberamente.
Lasciate perdere la serietà. In qualche modo, associamo sempre spiritualità e serietà. E' una grande idea. La serietà non può mai essere religiosa o spirituale.
Perché pensate che continui a raccontarvi barzellette e storielle? Se non ve le raccontassi, comincereste a diventare molto seri e quando siete seri, siete pesanti e privi di vitalità. Non sareste vivi e brillanti. Non sono qui per farvi diventare pesanti.
Sono qui per togliervi il peso e rendervi leggeri. Sono qui per dimostrarvi che la vostra serietà non è altro che una forma di ego. Sono qui per mostrarvi quello che non siete. Non sono qui per rafforzare quello che già pensate di essere.
Le persone appesantite dal passato e dal futuro sono sempre serie. Non sanno ridere spontaneamente. Sentono il dovere di portare sulle spalle il passato e il futuro e di esserne sommersi con grande serietà. Questo è un atteggiamento molto egoistico. Sentono che se non lo fanno loro, nessuno lo farà per loro.
Prima di tutto, non c'è bisogno di caricarsi sulle spalle passato e futuro. Siate semplicemente nel presente, questo basta. Queste persone si lasciano sfuggire completamente il presente. Si lasciano completamente sfuggire la risata nella vita.
La risata è quello che porta in un raggio l'Energia dall'Essere al corpo. Ringiovanisce completamente il Sé. E' in grado di guarire come nient'altro. Offre spiragli meravigliosi del presente che cercate di raggiungere con altre difficili tecniche di meditazione. La risata è la tecnica di meditazione più potente.
La risata è il più grande requisito spirituale. Autenticità e risata vanno sempre assieme. Come ho già detto, la serietà non può mai coesistere con la risata. O siete seri o siete ilari. Quando siete autentici, potete ridere e fare il vostro lavoro in modo vero.
Quanti riescono a ridere di cuore? Riusciamo a trattenerci persino nel ridere. La cosiddetta etichetta sociale ci ha insegnato a ridere in modo educato. Quando i bambini ridono, li condizioniamo. Siamo come una doccia di acqua fredda sulla loro naturalezza. Immediatamente diciamo: basta così! Cerchiamo di condizionare persino il loro riso.
Ho sentito madri dire alle figlie: "Non devi ridere come un maschio. Ridi come una signora." Come si può ridere in base alla cultura? La risata è qualcosa che viene dall'Essere. Vi dico, tutti i condizionamenti che date ai figli servono solo a creare repliche del vostro sé monotono e privo di vita. Finché non riuscite a riprodurvi completamente, non avrete pace.
Durante la mia visita negli Stati Uniti, quest'anno, ho incontrato dei bambini. Sono stato circa un'ora con loro. Sono rimasto stupito nel vedere che non ridevano, nonostante cercassi in tutti i modi di fare scherzi. Al giorno d'oggi i bambini assumono una pseudomaturità e riescono a escludere la risata dal loro sistema. Se non ridono da bambini, cosa faranno da grandi? Per me è stato troppo.
Dicono che la mia risata è contagiosa. Per la prima volta sembrava non esserlo! Continuavano a guardarmi con la stessa espressione matura sul viso. Quando me ne sono andato avevo paura che mi avessero fatto diventare serio!
(Risata forte!)
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Vedete, la maturità non ha nulla a che fare con il rifiuto della risata. Ma in qualche modo, sentiamo che se siamo maturi dobbiamo automaticamente ridere meno. La risata è così potente perché porta energia dal centro alla periferia.
Alle mie sessioni, per la maggior parte del tempo, si ride e basta. Racconto barzellette o storielle e tutti scoppiano a ridere. Non permetto mai che la serietà abbia il sopravvento. Anche a chi che lavora all'ashram non permetto mai di essere serio.
Una storiella:
Un oratore molto comico fu invitato in una città a dare un discorso.
Arrivò sul posto in compagnia di un bel gruppo. Gli organizzatori rimasero stupiti nel vedere tutte quelle persone che lo accompagnavano.
L'oratore notò la loro sorpresa e spiegò: "E' diventato così difficile di questi tempi trovare gente che ride, che mi porto dietro il pubblico!"
(Risata!)
Nei cosiddetti circoli d'elit si ride, ma in modo molto circostanziato ed educato. Se c'è condizionamento, non c'è risata, non la risata meditativa di cui stiamo parlando. E' semplicemente espressione della presenza dell'ego e basta.
Se analizzi perché si ride quando si sente una barzelletta, capirai. Si comincia col raccontare una serie di asserzioni connesse dalla logica. In relazione alla logica che si è creata, si pronuncia la battuta pungente e la logica viene capovolta! Nel momento in cui la logica è rovesciata, anche il processo razionale e la mente subiscono un sussulto e ci si trova in uno stato di non-mente ovvero satori. Sei Buddha!
Quando sei nella non-mente, sei nel presente. Quando ridi, sei nel presente perché mentre ridi non ci possono essere pensieri. Quando sei senza pensieri, sei nel presente. Quando sei con i pensieri, o sei nel passato, o sei nel futuro.
La risata è totale e ha semplicemente il potere di guarire e di trasformare. E' la miglior medicina per il genere umano, quella più a portata di mano.
Vi dico: la vita è così preziosa che non vale la pena di avere momenti di noia, letargici. Grazie alla risata infondi nella vita Energia ed estasi. Decidi semplicemente di gioire continuamente, qualsiasi sia il lavoro che fai. Sii autentico, non serio.
Ridendo irradi Energia attorno a te. E questo è contagioso: emani una gioia terapeutica. Per lo stesso motivo, quando uno è di cattivo umore lo emana e c'è una grande probabilità che chi gli sta attorno ne sia influenzato. Raccomando sempre ai medici di fare una meditazione purificatrice, perché sono continuamente a contatto con pazienti che si recano da loro con molti pensieri negativi e malattie…
Sì…
Swamiji, ma occorre un motivo per ridere. Come si può decidere semplicemente di essere ilari quando non c' è un motivo ?
Si pensa sempre che ci debba essere un comico o una barzelletta per farci ridere. Quando cominciamo a vivere nel momento presente, l'esistenza sarà piacevole e leggera. L' inspirazione e l'espirazione, il processo del pane che si trasforma in sangue nel corpo, la sincronicità negli eventi dell'Esistenza, tutto ci sembrerà bello. Sentirai così tanta beatitudine e sarai sempre sorridente e gioioso. Tutto il tuo Essere emanerà allegria.
Va bene ridere per una barzelletta, ma quando sei in armonia con l'Esistenza, semplicemente godi del grande spettacolo cosmico che si manifesta e ridi di tutto. Allora non ci sarà più spazio per la serietà, non ci sarà spazio per l'ego. Non sarai più rigido. Sarai permeabile e riderai soltanto. Avrai acquisito una comprensione profonda del gioco esistenziale e riderai.
Sarai in grado di vedere che siamo tutti soltanto attori, ma siamo diventati così seri con la nostra parte! E riderai di questo. Riderai per come ognuno inganna l'altro mentre fa questo gioco. Riderai al pensiero che tu stai facendo un gioco. Quando riuscirai a ridere, sarai diventato osservatore e quando sei osservatore, sei separato dall' "io" e dal "mio", dall'ego.
Una storiella:
Una volta fu indetta una conferenza di monaci buddisti sul significato della vera spiritualità.
Ogni monaco saliva sul palco e faceva lunghi discorsi. Alla fine, arrivò il turno di un monaco Zen.
Salì sul palco e semplicemente cominciò a ridere! Rideva e rideva… dal profondo del suo Essere.
La risata gli veniva dalla pancia. Cominciò a sussultare dalle risate, senza controllo. E la sua risata era così contagiosa che presto tutti i presenti nella stanza cominciarono a ridere, senza neanche sapere il perché!
Senza che i monaci se ne accorgessero, la risata produsse un'ondata di energia positiva. I monaci raggiunsero un livello molto elevato. Il processo razionale era stato sconvolto e il loro Essere era pieno di estasi.
Alla fine il monaco Zen parlò: "Questa è vera spiritualità."
La risata è la più alta qualità spirituale. Può portare all'Illuminazione! La risata è una grande energia guaritrice. Se ridi della tua malattia, avrai salute. La risata è un bel modo di essere in contatto con l'Energia dell'Esistenza, che è pura Energia guaritrice.
Nei programmi di meditazione, includiamo sempre la risata e la danza. Sono il modo più semplice di diventare un Buddha! La danza può farti diventare semplice e leggero. Anche la danza, come la risata, è una meditazione facile e piacevole. Quando riesci a danzare senza preoccupazione, diventi la danza stessa. Allora da te emanerà energia.
Puoi danzare senza preoccupazione solo se sei libero da tutte le tue pseudo-identità. Finché pensi di essere qualcuno, non puoi danzare con gioia. La danza è un'espressione esteriore della gioia interna. E non sto parlando della danza programmata, dove conosci il passo che viene dopo. Sto parlando di lasciare andare le tue cosiddette identità, sentire l' unità con l'Esistenza e danzare con questa gioia.
Gli insicuri sono egoisti. Sono così preoccupati di quello che gli altri possono dire della loro danza, che se ne stanno seduti in silenzio. Ancora una volta, proteggono l'ego e così si lasciano sfuggire del tutto la gioia della vita.
Almeno ogni tanto, a casa tua, metti della musica e danza. Decidi semplicemente di lasciarti andare. Può diventare una meditazione intensa che porta al di là della mente e trasforma, come non riescono a fare le parole. Sii naturale. Sii originale. Chi fa commenti sulla tua danza, si lascia solo sfuggire la gioia di danzare. Non preoccuparti di loro. Dissolviti e diventa la danza stessa. La risata e la danza sono le tecniche più semplici per liberarsi dell'ego e fondersi con l'Esistenza.
Sì…
Swamiji, quando sappiamo che il nostro ego non c' è più?
In poche parole, quando non percepisci più te stesso come entità separata, l'ego si è dissolto. Quando diventi illuminato, il tuo ego è maturato ed è andato a pezzi. Quando l' ego cade, le barriere che hai posto prima spariscono e l'Esistenza fluisce libera attraverso di te.
Che tu lo sappia o no, che tu lo accetta o no, l'Esistenza cerca di fluire attraverso di te in ogni momento, ma sei così pieno di ego che sei incapace di riceverla. A causa dell'ego, perdi i miracoli dell'Esistenza. Incapace di connetterti all'Esistenza, continui a vivere nell' ego, nell'ignoranza e nell'infelicità.
Sei così pieno di ego da vivere lontano dal tuo stesso Essere. C'è così tanto materiale accumulato dentro di te, dal quale hai bisogno di liberarti, un materiale accumulato nel corso di molte vite, non solo di questa. Non c'è spazio neanche per te dentro te stesso! Per questo motivo agisci sempre dalla periferia, anziché dal tuo Essere interiore.
Quando l'ego si dissolve, cessi di esistere e ti fondi semplicemente con l'Esistenza! Questo è lo stato dei Maestri Illuminati. Spesso dico alla gente: *"*Distruggi quello che non sei." La gente mi guarda stupita. Con questo intendo dire che tu sei il tuo Essere interiore. Quell' Essere è ora contaminato da tutto quello che non è, dalle varie forme attive e passive di ego. Questo è quello che devi distruggere ed è quello che intendo quando dico: " Distruggi quello che non sei e sarai arrivato!"
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Sei parte dell'Esistenza e tutto quello che ti fa pensare che non è vero, è ego. Tutto qui. E' così: un pesce, che gli piaccia o no, che lo accetti o no, che ci creda o no, è parte del mare. Ha due scelte. O vive felice nel mare o lotta contro il mare e tuttavia continua a viverci dentro, rendendo infelice la sua vita.
Se fluisci con l'Esistenza, godrai di ogni momento della tua vita. Sarai aperto, sensibile, creativo e fluido.
Una storiella.
Un insegnate portò i suoi studenti a un picnic.
Giocavano, mangiavano e si divertivano.
All'improvviso, l'insegnante richiamò l'attenzione su un bel arcobaleno che si era formato nel cielo.
I ragazzi guardarono in alto con stupore.
L'insegnante li guardò e disse: " Bene e adesso facciamo un applauso all'artista che c'è dietro!"
Gli studenti per un momento rimasero confusi, ma presto capirono e fecero un bel applauso!
Bisogna insegnare ai bambini ad apprezzare la bellezza esistenziale che ci circonda. Altrimenti perderanno molto presto il contatto con l'Esistenza e diventeranno egoisti. Non dobbiamo lasciarli diventare freddi ed egoisti. Dovrebbero essere cresciuti in modo da diventare aperti e sensibili.
Quando riesci ad apprezzare l'Esistenza, ti sei avvicinato ad essa. Tutta l'Esistenza è creatività. La persona creativa è più vicina al cuore che alla mente. Quando creiamo, siamo vicini a Dio. Dio è creatore, creato e creazione. Quando creiamo, esprimiamo il nostro Essere, la qualità dell'Esistenza. Quando creiamo, mostriamo amore e apprezzamento verso l'Esistenza. Aggiungiamo ancora un po' più di bellezza all' Esistenza.
Quando sei pieno di stupore per l'Esistenza, puoi creare. Al contrario, quando sei pieno di ego, non puoi creare. E anche se crei, la tua creazione sarà senza vita. Sarà come una rosa di plastica, che sembra perfetta, ma le manca il profumo e la vita. Quando un artista crea dall'amore, riesce a infondere alla sua creazione una qualità speciale. Se crea dall' ego, la creazione non ha vita.
Quando non sei in sintonia con l'Esistenza, perdi l'aroma dell'Esistenza. E' come se tu ti chiudessi il naso con dita puzzolenti, mentre sei circondato dal profumo. Questo è l'ego. Quando percepisci il profumo dell'Esistenza, cominci a sentire anche la sua sincronicità.
Allora sei in risonanza con tutta l'Esistenza. Sei in grado di vedere che ogni singola foglia, ogni singolo ramoscello sono una manifestazione dell'Esistenza o di Dio. Quando sei in questo stato, qualsiasi cosa tu cerchi, la trovi, perché sei in armonia con l'Esistenza. La vita allora diventa un miracolo! Questo è quello che chiamiamo sincronia dell'Esistenza.
Cerca di capire una cosa: quando vibri con l'Esistenza, non cerchi con avidità. Semplicemente l'Esistenza continuerà ad elargirti quello di cui hai bisogno, in ogni momento, anche prima che tu lo chieda. Questo è quello che intendo quando dico: "Troverai tutto quello che cerchi!"
Il problema è che ci siamo allontanati così tanto dall'Esistenza, dalla sorgente che sta in profondità dentro noi. Perciò abbiamo bisogno di continui promemoria. Puoi cominciare a liberarti dell'ego ammirando e apprezzando come prima cosa la bellezza che ti circonda. Di per sé questo farà sì che il seme della trasformazione sia piantato dentro di te. Ti farà capire che esiste una Forza Vitale che governa l'Universo che è molto più potente del tuo ego.
Più ti abbandoni all'Esistenza, più privo di ego diventi. Più privo di ego diventi, più ti perdi nell'Esistenza.
Sì…
Swamiji, anche se a livello intellettuale sappiamo che dobbiamo abbandonare l'ego, non ci riusciamo. Perché?
Vedete, l'uomo non vuole mai lasciarsi andare alla totalità. Vuole sempre restare attaccato a qualcosa e quel qualcosa è l'ego. L'ego è il tuo punto di forza. L'hai difeso così bene in tutti questi anni. E' la base della tua esistenza vera e propria.
Non sai che esiste un mondo al di là dell'ego, molto più delizioso di quello che stai vivendo ora. L'ego per te è un elemento di sostegno nella vita. Ma la semplice Verità è che lo devi lasciar andare!
E' così: immagina che si pianti un seme. Il seme si deve rompere perché l'albero possa nascere, non è vero? Se il seme pensa di aspettare a rompersi che l'albero cresca, il processo sarà possibile? No! Allo stesso modo, l'ego deve rompersi perché l'individuo possa fiorire. Più difendiamo l'ego, più rimandiamo la nostra fioritura. E' tutto.
Finché l'uomo non incontra il Maestro, può darsi che non sappia nemmeno dove sono i suoi blocchi, dove l'ego sta fra i piedi. Ma una volta che ha incontrato il Maestro, ha trovato la chiave! Sta a lui usarla. L'unico scopo del Maestro è distruggere l'ego di ognuno dei suoi discepoli.
Le parole e le azioni di un Maestro possono sembrare brusche e inopportune, viste da fuori. Ma sono piene di Verità. Sono impregnate di una sola intenzione: distruggere l' ego. Un vero Maestro si origina dalla pura compassione per il genere umano. Non ha nessun interesse per qualcuno o per qualcosa. E' al di là dell'infido oceano del desiderio. E' qui semplicemente per portare gli altri nello stato in cui è Lui, lo stato di eterna beatitudine, lo stato in cui esiste solo Consapevolezza senza 'io'.
Nella narrazione di Chandi, una raccolta in Sanskrito di 700 versi su Devi, l'Energia femminile, si narra di come Chandi Devi ha ucciso vari demoni. Non è che ha ucciso esseri umani veri e propri. Se avesse ucciso realmente esseri umani, sarebbe finita in galera e non l'avremmo onorata con questa raccolta di versi! Sarebbe stata perseguita per atti criminali!
I demoni rappresentano simbolicamente i vari aspetti del male, ovvero l'ego nell'essere umano ed è questo ego ad essere debellato da Devi che così libera l'uomo da tutte queste forme di male. Una è un demone dalla testa di bufalo! Questo per farci capire che c'è chi ha la pelle così dura, che al di là di quante volte il Maestro cerchi di renderlo consapevole del sentiero, continua a restare attaccato al suo! Non è aperto e sensibile alla chiamata del Maestro.
Vedete, la discussione con il Maestro è la più grande punizione che vi potete dare. Onestamente vi dico, nessuno può farvi un danno maggiore. Discutere con il Maestro vi fa male. Il Maestro sa come far fiorire ognuno di voi a suo modo e il minimo che possiate fare è aprirvi a Lui con fede e coraggio.
Sì…
Swamiji, anche se so che Tu sei il mio Maestro, in Tua Presenza mi sento insicuro e in soggezione..…
(Swamiji ride) Solo per il fatto che sei venuto fuori con questa affermazione, significa che vuoi superare questo stato. Hai deciso di fare il salto.
Ti spiego: il tuo Essere mi ha identificato con chiarezza, ma la tua mente sta combattendo. Se il tuo Essere non mi avesse identificato, non continueresti a tornare da me. Il fatto di venire qui ti sta creando diversi problemi in famiglia, non è vero? La cosa più semplice per te sarebbe restartene a casa a fare il tuo dovere. Questo renderebbe i tuoi felici, non è così?
Perché vieni continuamente all'ashram a incontrarmi? Perché continui ad affrontare le discussioni con la tua famiglia per venire qui da me ? Non è più facile starsene a casa e fare felici gli altri? Il motivo è che l'attrazione che senti è a livello dell'Essere. E una volta che mi hai riconosciuto, non ti permetterà di tornare indietro. Puoi provare quanto ti pare, non riuscirai a scappare!
Il tuo Essere mi conosce. Ma sembra che l'ostacolo sia la mente. Ricorda: segui sempre il cuore. E' esattamente quello che devi fare quando sei qui. Se segui il cuore mi raggiungerai. Se segui la mente continuerai a perdermi.
Hai tanta paura di perderti in me. Il problema è questo. Il tuo ego si sente minacciato. Ti senti incerto sulla tua vera identità. Senti che la tua identità si dissolve. Cominci a chiederti dove vai a finire senza un'identità tua. Il tuo ego è si trova ad affrontare una grave crisi.
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E quando ciò accade, come in qualsiasi altra situazione della vita, l'ego esige immediatamente nutrimento e tu non sei in grado di accontentarlo. Allora inizi a dubitare di me! Inizi a trovare ragionamenti che in qualsiasi modo possano sostenere le tue intuizioni. Inizi a cercare di risolvere quello che è totale e come tale non può essere risolto. La tua mente oscilla come la proboscide di un elefante tra l'amore intenso che provi per me da una parte, e il forte dubbio su questo amore, dall'altra.
Ricorda, l'amore viene dal cuore, mentre la paura viene dalla mente. Segui sempre, sempre il cuore. L'amore è naturale. La paura è sociale. La paura e il dubbio sono in stretta relazione. Sono semplici condizionamenti che hai dentro.
Cerca di capire chiaramente: non c'è nulla di sbagliato nel dubbio. Il dubbio è la torcia per l'illuminazione. Per la mente è molto difficile stare senza dubbi. Ma i dubbi alla fine si devono trasformare in fiducia. Solo così cresci. Man mano che vai dentro di te, accadrà… Sì…?
Cosa dobbiamo fare, Swamiji?
Semplicemente innamoratevi con totalità, è tutto! Innamorarsi totalmente vuol dire essere completamente in assenza di ego. Per questo un Maestro, che è nello stato privo di ego, è in grado di dare solamente amore e compassione. Tutte le altre emozioni, come rabbia, irritazione, ecc., sono pseudo-manifestazioni del suo amore infinito. Finge di essere arrabbiato e irritato. Scende al tuo livello, si emoziona al tuo livello e così ti porta alla fase successiva per comprendere, tutto qui. Parla la tua lingua finché non sei in grado di capire la Sua, la lingua dell'Esistenza! Sì…?
Ma Swamiji, come possiamo cominciare a innamorarci totalmente? Sembra più facile a dirsi che non a farsi!
Per prima cosa: portate consapevolezza in tutto quello che fate. Diventate spettatori. Comincerete a sentire che tutto è una rappresentazione e voi state solo guardando, mentre per caso vi troviate a recitare una parte. E poi smettete di giudicare tutto quello che vedete. Quando smettete di giudicare, semplicemente amate tutto e tutti con totale innocenza.
Quando sei nel giudizio non vedi quello che E', vedi quello che vuoi vedere. La maggior parte della gente formula giudizi a priori. I giudizi per noi sono come le fondamenta di una casa. Quindi continuiamo a proteggerli come se fossero qualcosa di solido. Quando vediamo qualcosa, immediatamente la giudichiamo in base ai nostri preconcetti.
In questo modo com'è possibile vedere le cose come stanno? Quando mai riusciremo a innamorarci? Ci si può innamorare solo se si percepisce tutto con freschezza, con innocenza. Ma invece noi cosa facciamo? Cominciamo ad analizzare i pro e i contro persino in amore. Quando iniziamo ad analizzare qualcosa, ci sfugge. E quando finalmente ci decidiamo, magari è troppo tardi.
Vedi, la relazione Maestro-discepolo esiste solo perché tu perda l'ego. Il Maestro diventa l' espediente, il sostegno perché tu possa lasciar andare ego. Più ti dissolvi in Lui, più sarai pronto ad aprirti e a perdere l'ego. Quando sai che l'ego si sta dissolvendo? Quando inizi a provare una gioia mai provata prima.
Comincerai a sentire gioia senza motivo. Il solo fatto di esistere ti farà sentire felice. Naturalmente con il Maestro sei sempre sottoposto a una chirurgia dell'ego e ci saranno momenti di grande tristezza, quando l'ego è colpito. Ma quando emergi da questi momenti, avrai fatto molti passi avanti nella crescita e sentirai gioia infinita senza nessun motivo preciso.
Guarda i bambini. Sono entusiasti della vita. Sono belli. Ti sei mai chiesto perché tu non sei così entusiasta? Una volta eri anche tu così, non è vero? E poi, dove hai perso questo entusiasmo, questa innocenza? Dimmi! Dove pensi di averli persi?
(Un partecipante osa:) Siamo cresciuti e diventati più maturi,Swamiji. Abbiamo più esperienza…
Baah, baah! Esperienza in cosa? Nella noia? Vedete, sia ben chiaro: tutti pensiamo di essere più maturi dei bambini e di avere un atteggiamento corretto nei confronti della vita, mentre i bambini hanno bisogno di passare attraverso la vita per poter maturare.
La Verità è che siamo diventati così intellettuali da perdere il contatto con il cuore. Agiamo essenzialmente dalla mente. Persino le nostre emozioni sono dettate dalla mente. Abbiamo bloccato le emozioni che vengono dall'Essere. Abbiamo perso il contatto con il nostro centro.
Quando veniamo al mondo, siamo in uno stato di celebrazione e spontaneità. Con il passare degli anni, la società ci condiziona e crea per noi la mente. La mente poi si solidifica e comincia a dettarci regole. La Spontaneità che c'era è andata perduta.
Lasciate che ve lo dica, in questo processo di perdere l'ego, cerchiamo di riscoprire il bambino che è in noi. Quando eravamo giovani, eravamo più vicini a realizzare Dio. Man mano che cresciamo e diventiamo per così dire maturi, i condizionamenti sociali rovinano solamente il bambino che è in noi.
In tanti mi chiedono: "Swamiji, com'è che anche se parli della Verità Ultima, il tuo aspetto è quello di un bambino?" Ora mi dite che sono come un bambino perché non sono cresciuto e non sono maturato?! Semplicemente interpretate come più vi conviene, in base ai vostri ragionamenti filosofici. Questo è il problema.
Ma a causa del condizionamento sociale, siamo in grado di nuotare e di volare senza esserci allenati. Potrà sembrare assurdo, ma è così. Abbiamo questa capacità. Siamo capaci di nuotare e di volare, finché la gente non comincia a dire che non è vero. Se mettete un neonato in una vasca colma d'acqua starà a galla, non annegherà.
L'ego si manifesta in tanti modi e noi viviamo in base all'ego ogni momento della vita. In realtà tutti noi usiamo maschere giorno dopo giorno. Usiamo una maschera quando abbiamo a che fare con nostra madre. Usiamo una maschera diversa quando abbiamo a che fare con nostro padre, un'altra ancora con il nostro capo e così via. Finché usiamo la maschera giusta con la persona giusta, va tutto bene. Nel momento in cui usiamo la maschera sbagliata, vuol dire che ha fatto la sua comparsa l'ego. Tutto quello che si deve fare è cambiare maschera nel modo giusto e godersi lo spettacolo. Allora si diventa spettatori e non si è più coinvolti nel gioco come se fossimo entità fisse.
E' possibile godere solo quando si sa di essere al di là della maschera. Altrimenti ci si farà trascinare dalla maschera e si perderà il fascino della Vita. Se si sa che stiamo solamente usando maschere, i desideri cadono.
E' così: quando si cresce, automaticamente si abbandonano i giocattoli, non è vero? I giocattoli non interessano più. Allo stesso modo, quando guardi a queste maschere con intelligenza, non provi desiderio. Le usi soltanto e vai avanti.
L'ego si manifesta in molti modi subdoli: ecco perché sono necessarie tutte queste spiegazioni. Servono a capire dove crei blocchi nel sentiero interiore.
Meno blocchi hai dentro di te, più sei fluido e leggero, aperto e vulnerabile. Quando hai molti blocchi, sei solido e difficilmente penetrabile. L' ego agisce come una solida barriera riguardo a tutto.
Per esempio, quando qualcuno ti dice qualcosa, qual è la tua prima reazione? E' una certa resistenza, un 'no'. E quando dici 'no', per l'ego è una grande soddisfazione. Ti senti solido e fermo dentro di te. Quando dici 'sì', ti senti fluido e vulnerabile. Il tuo ego si sente soggiogato. E allora dici 'no'!
Questo è anche il motivo per cui, quando infrangi le regole a casa, a scuola, nel posto di lavoro o in qualsiasi altra parte, sei contento. In realtà, nel momento in cui sfidi una regola, provi una grande sensazione nei confronti di te stesso. Gli studenti sono felici quando perdono le lezioni. Perché? Perché dire no alle regole fa aumentare la tensione a livello dell'ego. Quando dici a un bambino che non può avere una determinata cosa,
comincia a volere solo quella. Anche gli adulti provano soddisfazione lanciandosi sfide in diversi modi.
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Marito e moglie difficilmente si trovano d'accordo su qualcosa di primo acchito! Vi porto un esempio di quello che succede tra i miei devoti. Se è il marito il primo a seguirmi, la reazione iniziale della moglie sarà di resistenza. Magari in segreto leggerà i miei libri e le potranno anche piacere, ma di fronte al marito non vorrà ammetterlo. Lo stesso vale se è la moglie ad essere per prima mia devota. Il marito proverà in tutti i modi a crearle ostacoli, prima di trovarsi finalmente in armonia con me.
Questo è il gioco dell'ego. Dire 'sì' ti fa fluire naturalmente in uno stato liquido dove non ci sono blocchi. Non significa che devi dire sì ciecamente a tutto. No! Significa che decidi di fidarti della tua spontaneità, senza subire le influenze dell'ego. E' tutto. Automaticamente sarai in sintonia con le cose giuste.
Cerca di capire che dire 'no' non è una precauzione o un atteggiamento protettivo che ti fa da angelo custode. Sii semplicemente aperto, senza resistenza e preconcetti. Questo basta. Sì…?
Ma Swamiji, finora avevo pensato che affermare la propria importanza fosse l'unica manifestazione di ego!
No! L'ego si manifesta in diverse forme, attive e passive, che abbiamo già discusso. Per questo è un elemento molto difficile da scoprire.
L'ego attivo è facile da riconoscere. Chi ha un ego attivo agisce in modo arbitrario. Proclama apertamente la sua importanza. Non si inchina di fronte agli altri. Ha un atteggiamento arrogante. Per un Maestro questo ego in realtà è più facile da affrontare. C' è solo bisogno di qualche colpo e crollerà!
Una storiella:
Un tizio perse tutto al gioco ed era ridotto quasi a mendicare.
Un giorno si recò in un ostello e si sedette per fare colazione.
Arrivò il cameriere a prendere l'ordine.
L'uomo rimase sorpreso. Il cameriere era un suo vecchio amico che in passato era stato ricco come lui.
Lo guardò e gli disse: "Stai servendo in questa specie di hotel come se fossi un cameriere!"
L'altro rispose: " Io sono solo un cameriere, non mangio qui."
(Risata!)
L'ego attivo si riconosce molto facilmente. Una persona con l'ego attivo non vorrà lasciarlo andare, anche se le vengono tolte tutte le altre difese, come il denaro, la ricchezza, ecc. L'ego attivo si può potare facilmente.
Ma l'ego passivo è molto sottile e astuto. Le persone con un ego passivo assumono un aspetto estremamente umile, non hanno il coraggio di affrontare gli altri, si mostrano timidi nell'attribuirsi meriti, ecc. La cosa peggiore è che pensano di essere così perché non sono egoisti. La verità è che sono molto più egoisti degli altri! Proteggono con molta cura l'ego da qualsiasi attacco, assumendo atteggiamenti di modestia.
Quando sei in uno stato di profonda consapevolezza e comprensione, sei un semplice osservatore del tuo ego e in questo stato automaticamente non sei né modesto, né egoista. Non sei in cerca di riconoscimenti e non li rifiuti. E nemmeno pensi o dici di essere questo o quello. Semplicemente *sei.*Tutto qui. Quando qualcuno ti apprezza o ti attribuisce dei meriti, semplicemente sarai in risonanza con l'Esistenza e basta! Tutto qui. Senza bisogno di fare paragoni o di avere pretese.
Quindi, sia ben chiaro: nella maggior parte dei casi, si pensa che l'ego attivo sia l'unico tipo di ego esistente. No. C'è qualcosa che si chiama ego passivo, di cui abbiamo appena parlato, molto più difficile da trattare.
Le persone con un ego attivo sono come ramoscelli secchi e duri. Si spezzano facilmente. Quelle con l'ego passivo sono come ramoscelli freschi e verdi. Ogni volta che si infligge un colpo all'ego, si piegano ma non si spezzano. L'ego è protetto così accuratamente che diventa difficile trattarlo. In realtà queste persone si danno un gran da fare per proteggere l'ego, ma in modo dolce e passivo. E l'ego passivo è più pericoloso di quello attivo.
Per esempio, ora siete qui con me a questo corso. Dentro di voi devono sorgere molte domande. State dando voce a tutte, spontaneamente? No. Le manipolate dentro di voi e alla fine le reprimete. Le manipolate perché pensate che sia da sciocchi porre tali domande. Non volete sembrare ridicoli e quindi non chiedete niente. State proteggendo l' ego. Se le domande si dissolvono in mia presenza è diverso. Ma non è questo il caso.
Vi preoccupate così tanto delle reazioni e delle opinioni degli altri. Non riuscite a sopportare un attacco all'ego che avete nutrito così amorevolmente in tutti questi anni. Questo ego è la vostra vera ancora. Se subisce uno scossone, vi sentite sradicati. Quindi, con la scusa di essere umili, ve ne state in silenzio. Perdete ancora una volta l'opportunità di esporre l'ego alla Presenza del Maestro. Perdete ancora una volta l'occasione di fare un passo verso la fioritura.
Lasciate che vi dica una cosa: alla fine del giorno tutte le domande sono sciocche. Non pensate neanche per un attimo che qualche domanda, e quindi la persona che la fa, sia più saggia degli altri. Quando si manifesta la vera comprensione, le domande si dissolvono da sole. Questa è vera saggezza. Ad ogni modo, siamo tutti impegnati a proteggere il nostro ego molto accuratamente.
C'è ancora un altro aspetto dell'ego che nutriamo con molta cura, il cosiddetto ego sociale.
Cos'è questo ego sociale?
Senti che la tua vita è qualcosa di molto privato e nessuno dovrebbe averne accesso.
Per esempio, alcuni vengono da me per parlare di comportamenti strani dei loro figli. Ma si sentono a disagio in presenza delle altre persone che sono lì attorno. Non vogliono che altri vengano a conoscenza di queste cose, perché esiste un' immagine sociale di loro e dei loro familiari. E se permettono ad altri di entrare nelle loro questioni familiari, sentono come di esporre tutto di se stessi. Hanno paura che la loro immagine possa essere distrutta e che non resti nient'altro a sostenerli nella società. Questo è ego sociale.
L'immagine che hai costruito con tanta cura, l'immagine che è diventata la tua identità, con la quale ti identifichi nella società, è in gioco. E' più un'identità per te che per gli altri! Se riesci a mostrare te stesso e la tua famiglia come realmente siete, sarai più rilassato, perché non ci sarà nessuna pressione per dover nascondere qualcosa.
Chiaramente dirai: "Swamiji, l'unico motivo di tenere queste cose segrete è che non vogliamo pettegolezzi!" Lascia che io ti dica che nessuno è autorizzato a parlare degli
altri. Chi parla degli altri è sciocco. Ricordalo e il potere che dài agli altri e ai loro discorsi sparirà all'istante. E' che hai permesso agli altri di avere potere su di te, non è vero? Ora quel potere può sparire.
Decidi solamente di vivere come un libro aperto e basta. Vedendo il tuo coraggio e il tuo linguaggio corporale, gli altri automaticamente capiranno che non serve fare pettegolezzi sul tuo conto! Ti dico, lasciar cadere l'ego sociale e vivere senza privacy è una grande liberazione.
Inoltre a causa dell'ego sociale, siamo sempre auto critici. Siamo auto critici perché pensiamo che gli altri siano sempre lì a guardarci e a parlare di noi. Sia chiaro: quando sei auto critico, sei egoista. Pensi di essere una grande entità e che gli occhi di tutti siano sempre posati su di te. E' questo il motivo per cui diventi auto critico.
Se tu pensassi di essere 'nessuno', saresti auto critico? Lo sei, solo perché pensi di essere qualcuno. E inoltre pensi che se sei auto critico sembri umile. Questo in realtà è un disturbo che neanche sai di avere. Semplicemente continui a pensare di essere modesto e umile e continui a comportarti così.
Quando sei auto critico, vivi e non vivi. E' come una barriera alla tua bellezza e alla tua grazia. A causa di ciò la tua bellezza non si manifesta apertamente. Guarda gli animali in natura. Fluiscono belli e liberi! Perché? Perché non hanno auto critica. Semplicemente sono felici di essere una cosa sola con l'Esistenza. Nel momento in cui pensi che qualcuno ti stia guardando, è entrato l'ego e perdi il tuo sè naturale.
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I bambini non sono auto critici come gli adulti. Se li guardi giocare, vedi quanta bellezza e innocenza c'è in loro. Anche quando si scatta una foto, puoi notare che le foto fatte senza sapere di essere fotografati sono molto migliori di quelle fatte in posa.
Nel momento in cui ti si chiede di posare, diventi auto critico. L'ego ha paura di quello che gli altri possono dire, del giudizio altrui. L'ego auto critico sta sempre calcolando i pro e i contro di tutto. Sta sempre soppesando lo sguardo e le opinioni altrui e così perdi la libertà.
Persino durante i corsi di meditazione, se avete notato, vi chiedo di coprirvi gli occhi con una mascherina, prima di iniziare la meditazione. Ma voi cosa fate? Guardate se gli altri si coprono bene gli occhi! Siete così auto critici persino in una sala di meditazione! E qualcuno non fa neanche la meditazione come si deve, perché è auto critico per il fatto che gli aiutanti e io siamo acon gli occhi aperti! Fa la meditazione in modo controllato e alla fine perde il vero scopo per cui ha partecipato al campo di meditazione.
Quando smetti di calcolare e cominci a essere puro e aperto, sei pieno di meraviglia e di freschezza. La vita non sarà mai opaca e limitata.
E un'altra cosa: una persona pura non fa mai male a nessuno, perché per fare del male ci deve essere calcolo. E anche se farà del male inconsapevolmente non procurerà danno, perché si vedrà che non c'era intenzione. Il linguaggio corporale esprime l'innocenza e lo conferma.
Bene… ora parliamo di un'altra forma importante di ego: l'ego che viene dalla conoscenza.
Man mano che cresci, accumuli giudizi sulle persone attraverso l'interazione e dai dati accumulati dalle scritture e dai libri. Questi due fattori assieme creano tutto il tuo apparato mentale. Tutto quello che vedi, lo vedi attraverso questo apparato mentale.
Tutto quello che vedi diventa semplicemente un argomento a sostegno delle tue conclusioni a priori. Sei quasi un cadavere! In te non c'è possibilità di crescita. Guardi sempre attraverso occhiali di un certo colore, un colore che tu hai dipinto sulle lenti! Non immagini nemmeno quanto ti perdi in questo mondo pieno di meraviglia, a causa di questo atteggiamento.
Una storiella:
Un tale diceva all'amico: "Sai che mi sono ingannato da solo*?"* L'amico chiedeva*. "*Perché? Cos'è successo?" E il tale: *"*Ho sostituito dieci vetri rotti a casa mia e poi mi sono accorto che avevo una crepa negli occhiali!"
Se per un attimo guardiamo dentro di noi, ci accorgeremo che siamo noi il fattore comune in tutto quello che vediamo. Ma in qualche modo, non vogliamo mai guardare dentro. Pensiamo di sapere tutto e qui inizia il problema. La conoscenza mondana semplicemente non ci lascia la possibilità di evolvere.
La cosa più pericolosa in questo processo è che senti di esserti rafforzato grazie alla conoscenza. Senti di essere diventato una personalità solida in virtù della conoscenza, lungi dal sapere che sei diventato nient'altro che un peso per il tuo Essere.
Il tuo Essere è un fiume e tu l'hai reso stagnante con la tua cosiddetta conoscenza. La vera conoscenza sta nel riuscire a lasciar cadere la conoscenza che ti intralcia e riuscire a vivere come un bambino, scorrendo con spontaneità. Occorre spostarsi dall'ego alla spontaneità.
Siamo sempre pronti a suddividere in categorie e a mettere etichette su tutto quello che vediamo. Come risultato, priviamo la vita della sua spontaneità. Dividiamo in categorie la gente, i luoghi, le situazioni e tutto quello che ci troviamo davanti.
Una storiella:
Un tale una volta andò al cinema a vedere un film. Il film cominciava con l'intestazione di un famoso Studio internazionale cha aveva prodotto il film.
L'uomo disse a se stesso*: "Oh! Questo film l'ho già visto!"* Si alzò e se ne andò.
(Forte risata!)
Tutti i film di quella produzione portavano il logo dello Studio e quel tizio aveva concluso, dopo aver visto l'immagine iniziale, di aver già visto il film! E l'ha semplicemente perso e basta.
Siamo tutti così, soprattutto gli adulti. I bambini non sono così. Vedono tutto con freschezza. Sono pieni di vita. Non sono morti come noi.
Quando vai in spiaggia, guarda come sono eccitati i bambini. Se invece vai in spiaggia tu, ti sembra di conoscerla già. Persino la freschezza e la bellezza incomparabile della natura ti arrivano attraverso lenti colorate. Non sei capace di lasciar andare gli occhiali che ti porti dietro. La spiaggia diventa semplicemente un altro luogo per rafforzare la tua cosiddetta conoscenza. Lasciatelo dire: se senti che non ti stai per niente godendo la vita, la causa sta nella tua mente, nel tuo ego solido, non nel fatto che la vita non è bella.
Un tale si recò in vacanza in Svizzera e tornò dopo un mese. Una sera incontrò un amico e decisero di uscire a cena. L'amico gli chiese: *"*Allora, ti è piaciuto il bel scenario in Svizzera?" E il tale replicò: *"*Sì, più o meno. Ma le montagne erano sempre fra i piedi."