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25. *(Risata!)*

# *(Risata!)*

La pseudo-identificazione è così forte! E' diventata una realtà tale da impedirci di vedere qualsiasi altra cosa. Persino al momento della morte è difficile lasciar andare il prestigio! Viviamo e moriamo senza consapevolezza.

La paura di perdere la personalità, unica àncora, fa sì che vi comportiate come vi comportate. Per questo motivo diciamo che l'ego ce la mette tutta. Tutto quello che è spirituale ha a che fare con la perdita della personalità, della pseudo-identità.

Può accadere quando inizi a osservare, anziché farti coinvolgere e credere. Quando cominci a osservare, ti accorgi di essere il contenuto del pacco e non le etichette e i nomi messi sopra. Quando hai questa consapevolezza, non c'è bisogno di discorsi, di sermoni, di insegnamenti o di prediche.

Sì…?

Swamiji, se ci arrendiamo a Te, nostro Maestro, ti prenderai cura del nostro ego?

Prima di tutto, se vi arrendete veramente, siete illuminati. E non ci saranno domande del tipo 'quando mi arrendo', ecc. Comunque, a proposito di questo, se decidete di lasciarvi penetrare, poterò il vostro ego come un bonsai fino al momento in cui lo perderete completamente e sarete illuminati.

Avrete ego sufficiente da riuscire a lavorare e svolgere le faccende quotidiane, in modo da non fare danni a voi stessi e agli altri. Il vostro ego sarà come un seme tostato, che non può più crescere.

Cercate di capire una cosa: chi non è ancora illuminato ha ego, in un modo o nell'altro. Sia che si tratti di ego passivo o attivo, più sei osservatore, più l'ego si dissolve. Per il momento è sufficiente capire questo.

Con le persone comuni riesci facilmente a proteggere l'ego e a farla franca. Ma un Maestro non puoi mai ingannarlo. Puoi solo ingannare te stesso, pensando di aver ingannato Lui. Per quanto tu nasconda accuratamente e protegga l'ego e la tua astuzia, agli occhi del Maestro sono completamente nudi. Mentre ti dài da fare per proteggere l'ego, il Maestro cerca di guarirlo. Solo Solo Lui sa quanto questo male sia cancerogeno.

Vi racconto ora alcune cose tratte dalla Bhagwad Gita. La Bhagwad Gita è l' Insegnamento che il Dio Krishna ha dato al mondo.

All'inizio della Bhagwad Gita, Arjuna è confuso.

Dice: "O Signore! Non so cosa fare nella Vita! Ti prego, guidami!"

E Krishna gli spiega lo Shankya Yoga, il metodo per raggiungere l'Essenza.

Poi gli spiega il Karma Yoga, poi il Bhakthi Yoga, quindi il Karma Sanyasa Yoga, il Jnana Karma Sanyasa Yoga, il Raja Vidya Yoga e così via. Gli insegna diverse tecniche di meditazione, in settecento versi e diciotto capitoli.

Alla fine, Arjuna dice: *"*Krishna, sono più confuso di quando hai cominciato a insegnarmi. Che tecnica devo seguire? Qual è la migliore, la più veloce? Qual è il metodo-scorciatoia, la tecnica suprema?"

Krishna risponde a questa domanda alla fine del diciottesimo capitolo.

Per qualsiasi Maestro, le parole conclusive sono la Verità finale, definitiva e suprema.

Krishna dice Sarva dharman parithyaiya mamekam sharanam vraja, aham thva sarvapapebhyo mokshayishyami ma suchaha.

Questa frase proferita da Krishna è tale che, se immaginassimo tutte le religioni, le filosofie e i testi spirituali come un contenitore pieno di latte, questo sarebbe il burro che ne sarebbe estratto. Krishna dice: "Ti ho spiegato tutte le forme di Giustizia. Devi solo consegnare tutto a Me. Arrenditi a Me. Mi prenderò cura di te. Ti libererò da tutti i mali e ti porterò alla Liberazione."

Krishna fa veramente una bella promessa con questa affermazione.

Grazie a questa asserzione, mostra al mondo che la Resa è la tecnica finale, definitiva e suprema, la scorciatoia allo stato privo di ego, alla liberazione.

Un'altra bella storia di Krishna e Arjuna.

Una sera, il Signore Krishna e Arjuna stavano assieme.

All'improvviso Krishna additò un corvo e disse: *"*Guarda, Arjuna, un corvo verde!"

Arjuna guardò in quella direzione e disse*: "*Sì, Krishna, lo vedo!"

Dopo qualche minuto, Krishna esclamò: "Arjuna, guarda un corvo nero!"

E Arjuna ripose: "Sì, Krishna, lo vedo!"

Krishna chiedeva solo per mettere Arjuna alla prova: "Arjuna, come puoi essere così stupido? Non esistono corvi verdi. Come hai potuto vederlo?"

E Arjuna rispose: "Krishna, quando tu hai detto che era un corvo verde, io ho visto una corvo verde."

I sensi di Arjuna si erano realmente arresi a Krishna. Consegnare le proprie sensazioni al Maestro è la resa più difficile. Il Maestro è l'Esistenza in persona. E' assenza di forma nella forma. Quando i sensi percepiscono solo quello che dice il Maestro, hai raggiunto il livello più alto di resa.

Che cos'è la 'resa'? La parola resa ha un significato molto profondo. Se non la comprendiamo nel modo giusto, ne travisiamo il senso! Facciamo un grave errore. Fraintendiamo Verità profonde.

Una storiella:

Una notte, due ubriaconi stavano camminando strada, quando passarono davanti a una lampada alogena.

Uno dei due, vedendola, esclamò: *"*Guarda! Il sole è venuto giù per noi!"

E l'altro*: "*No è notte, quella è la luna!"

Ma il primo continuava*: "*E' giallo, quindi è il sole."

Un terzo, pure ubriaco, passò di lì.

Gli chiesero*:* "Signore, per favore ci dica se questo è il sole o la luna."

E quello rispose: "Sono nuovo di queste parti, non saprei."

(Forte risata!)

Quindi, quando chiedi a qualcuno che non sa, o ottieni una risposta sbagliata o nessuna risposta.

Solo chi ha avuto esperienza è in grado di spiegare chiaramente. Se chiedi il significato di resa a chi non ne ha avuto esperienza, ti dirà: *"*Semplicemente consegna tutto a Dio e basta."

Questo non è Resa.

Un uomo venne da me e mi chiese*:* "Se consegno tutto a Dio, andrà tutto bene?" Io risposi: "Sì, se veramente consegni tutto a Dio, andrà tutto bene".

Dopo tre giorni tornò e mi disse: "Swamiji, ho consegnato tutto a Dio".

Ero contento e gli chiesi: "Dove vai ora?"

Rispose*:* "Al bar*".*

E continuò: "Qualsiasi cosa io faccia, da questo momento in poi il solo responsabile è Dio". Questo in realtà è un metodo per ingannare se stessi. Se si fosse veramente arreso, avrebbe abbandonato anche l'abitudine del bere. Non sarebbe più riuscito a bere.

Ramakrishna dice, con un'asserzione molto bella: "Se la vera resa viene dal cuore, Dio ti guiderà in ogni passo della vita e non potrai mai sbagliare". Ma se la resa non sboccia da dentro di te ed è solo a parole, ingannerai te stesso e gli altri.

La resa continuerà a farti pensare all'Esistenza, in ogni momento. Un po' alla volta perderai l'identità, l'ego. Nel Bagavatham, c'è un verso nel quale una Gopi dice di se stessa: "Non riesco a pensare a nient'altro che a Krishna. A Lui ho consegnato la mente. Se dovessi pensare a qualcos'altro, dovrei riprendermi la mente da Lui. Come potrei farlo?"

Ramakrishna Paramahansa negli ultimi giorni di vita soffriva di cancro.

Aveva guarito molte persone da molte malattie.

Qualcuno gli chiese*: "*Perché per un attimo non puoi restare con la mente sulla tua malattia e guarirla?"

Egli rispose: "Ho consegnato la mia mente all'Energia Infinita, come posso riprenderla per tenerla sulla mia malattia?"

Questa è vera resa.

L'Energia Cosmica si prende cura di noi. Magari ti chiederai: "Se mi arrendo, questa Energia Cosmica si prenderà cura di tutti i miei problemi?"

Nella Bhagawad Gita, Krishna dà una bella risposta, o meglio fa una promessa: "Se qualcuno anche solo mi pensa, senza nessun'altra implicazione, mi occuperò dei suoi doni, di farli durare e di farglieli godere. Se qualcuno si arrende a me con impegno, avrò cura dei suoi guadagni e della sua prosperità. I suoi problemi saranno finiti".

Impegno e maturità sono necessari perché avvenga la vera resa. Non occorre che tu ti arrenda a Dio o a un Maestro. Puoi arrenderti a qualsiasi cosa. La resa di per sé ha valore e ha un potere straordinario. Quando ti arrendi, riconosci che esiste una Forza Vitale più grande del tuo ego, tutto qui.

Section 2

In realtà, Dio è solo una scusa per la resa. Quello che conta è l'azione di arrendersi. Dio non è il fine ultimo. La resa è il vero obiettivo. Quando ti sei arreso o hai lasciato cadere l'ego, non sei più un'entità separata dall'Esistenza. Ti fondi con l'Esistenza o con Dio. Allora capirai che non c'è nessun Dio lassù. C'è solo Esistenza che tutto pervade in questo Universo del quale sei parte.

Una storiella.

Un tale decise che voleva arrendersi, ma non sapeva a chi.

Decise allora di andare nella foresta e di consegnarsi alla prima persona che avrebbe incontrato.

Andò nella foresta e attese.

La prima persona che gli apparve era un ladro in fuga dai poliziotti che gli davano la caccia.

L'uomo prese i piedi del ladro, lo dichiarò suo Guru e disse che doveva arrendersi a lui. Il ladro rimase perplesso. Non sapeva che fare.

Disse in fretta: "Va bene. Se è così, chiudi gli occhi e resta qui fino al mio ritorno". E scappò.

L'uomo era una persona veramente dedita e rimase lì, senza dormire né mangiare per molto tempo.

Vedendo il suo impegno, Dio gli apparve, lo abbracciò e gli diede la liberazione.

Non è importante a chi ti arrendi. E' il pensiero della resa totale che ha il potere di trasformare la tua vita in una vita di estasi. Quando ti arrendi, diventi padrone della inesauribile energia che è Esistenza e puoi affrontare qualsiasi cosa.

Diventi forte e incrollabile, qualunque cosa ti accada.

Chi ti sta vicino ti considererà una colonna portante. Riuscirà a percepire l'invisibile mano dell'Esistenza attraverso te. Se non ti sei ancora arreso, significa che l'ego ti sta impedendo di fonderti con l'infinito e inevitabilmente le tue risorse e la tua energia sono limitate.

Un Maestro è un espediente per aiutarti ad arrenderti. La resa non vuol dire che tu sia dipendente da qualcuno. Significa semplicemente che stai ricevendo un aiuto per dissolvere l'ego.